Non stupitevi della mia superficialità
vi sto dando l’immagine che vi aspettate
per non spaventarvi, per non stupirvi
perché non ho nulla da dimostrare a voi
che non avete mai visto l’anima
neanche quando questa vi avvolge
voi che scegliete di essere ciechi
cinici e ancora più stupidi e superficiali
dell’immagine che io mi sforzo a darvi
per non farvi sentire peggiori, soli
affinché possiate credere di essere normali
e non stupide scimmie che si atteggiano ad umani.
Get up, open your eyes and clear your mind
from all; from the problems, from love
fix in mind only the most important thing
you
nothing is unsuitable to you.
Leave flowing out the magic of your hands
and your smile will print the happyness of your soul
it’s the time to think to you
it’s the time to leave out all the people that
have an expectation in you, that pretend
many things from you
and most important…
people that you know
that they will hurt you.
Stupido pagliaccio, non son altro,
l’illusione mi pervade, mi accarezza e mi riscalda
per poi riportarmi con schiaffi, alla realtà
in cui sono solo un pagliaccio, nient’altro,
nato per intrattenere ed allietare lune storte
lusingato da applausi fragorosi, ma vuoti
che lasciano in fondo solo l’eco, che svanirà
come svaniranno le lune storte ed io dimenticato
come uno stupido pagliaccio che si era emozionato
Rido, piango…soffro.. .e quindi rido.
Perché anche se mi sento morto, per il dolore,
vuol dire che sono ancora vivo
e nessuno potrà mai togliermi questa certezza…
e rido, perché se oggi ho preso uno schiaffo dalla vita,
domani potrò restituirglielo,
mordendola più forte di ieri.
Che si fotta chiunque ride di me, chi si disinteressa di me,
perché non ha accettato il regalo mio più grande.
Sarò aria, in modo che nessuno possa toccarmi
e solo chi mi vorrà bene e mi regalerà il cuore,
racchiuso in un sorriso, potrà afferrarmi
mentre corro, come un bambino e potrà vedere,
che come un bambino piango, perché soffro, solo per loro…
ed allora, gli regalerò il mio sorriso più prezioso.
Pallide espressioni di stupide emozioni
incoerenza tra persone, tradimenti e umiliazione
speranza che spira tra le spire della paura e dell’orgoglio
svaniscono persone tra interessi e il loro voglio
egoismo, illusione in un bieco bottino
alla ricerca di ossa fino al mattino.
E c’è chi dice che depressione è malattia
ma è solitudine, percossa alla follia,
è spingere un uomo in un baratro colpo dopo colpo
tra delusioni per persone si ritrova morto
No signori, non si canta di pazzia
ma della macabra visione dell’umana via
che attraverso assenze e persone che svaniscono
vuoto è il nostro uomo come fiori che appassiscono.
Concerto dei Club Dogo a Sesto San Giovanni(Milano) il 25/07/2009
Posted: ottobre 7, 2009 in Artisti famosi, Concerto, VideoEtichette: ancora, Boing, Brucia, Carrockponte, Club Dogo, Concerto, hip hop, Il, J ax, Karkadan, le, live, mie, mio, mondo, rap, regole, Sesto San Giovanni
Club Dogo feat. Karkadan – Ragazzi Fuori concerto 25/07/09
è stato girato il video della canzone “Il mio mondo le mie regole” seguito dalla canzone “Boing”
Club Dogo ft. J Ax – Brucia ancora
Le mie nuove vecchie scarpe
Posted: settembre 9, 2008 in DiscussioniEtichette: nike, ritocchi, scarpe
Guardate che opera d’arte!!!!!!!!!(per modo di dire…):)
….cioè…..ho trovato delle scarpe di mio fratello maggiore vecchissime…dovevate vederle…erano nere dalla polvere…prima di farle diventare così bianche ce n’è voluto…:)volevo mettere una foto con il prima e il dopo…ma mi è venuto in mente quando le abbiamo finite di ritoccare…
che foto da babbi che siamo…io sono quello a sinistra con la mia scarpa…perchè è taggata rapnoob e a destra c’è andrea con la sua scarpa taggata slik
ecco la scarpa di destra…
e questa e la scarpa di sinistra…
come aveve visto sui lati esterni abbiamo scritto in una hip e nell’altra hop..:)e abbiamo ritoccato qualche contorno di argento o di bianco
diciamo che ha ftt quasi tt slik xchè lui è 1 writter e io in ste cose non sono buono…però qualcosa ho fatto e in più ho avuto tutte le idee su come farle…:)
come sono venute???
ah vorrei trovare la foto di questo modello (non ritoccate) però non riesco a trovare questo modello di nike perchè non ne so il nome…qualcuno mi potrebbe dire il modello se lo trova???cosi se non altro riesco a metterle a confronto:)
La pena di morte
Posted: giugno 11, 2008 in DiscussioniEtichette: Articolo di giornale, discussione, pena di morte
La vita: un valore relativo o assoluto? È questo il fulcro di grandi discussioni nei paesi dove, ogni giorno, una persona viene condannata a morte.
Questa pena, detta anche pena capitale, è l’annientamento fisico del condannato. In trentotto Stati dell’America è presente per gravi crimini come l’omicidio o l’alto tradimento della patria in tre principali modalità: l’iniezione letale, la camera a gas e la sedia elettrica.
In Medioriente sono usate anche l’impiccagione e la decapitazione. In Cina, non c’è bisogno di aver compiuto gravi crimini per essere condannati a morte, inoltre in questo paese, è utilizzata un’altra modalità di punizione: la fucilazione. Dopo aver ucciso il reo, lo Stato cinese manda alla sua famiglia l’addebito del costo della pallottola.
In Arizzona, l’accusato deve dimostrare entro ventuno giorni la sua innocenza, scaduto il tempo, viene condannato a morte. Ricordiamo che Cesare Beccarla, due secoli e messo fa sosteneva che non dovesse essere l’accusato a discolparsi, ma l’accusa dovesse dimostrare la sua colpevolezza. Può tutto questo definirsi giustizia? Può forse, rendere la gente più sicura? No, può solo creare un clima di terrore e tensione.
Degli studi affermano che nei paesi in cui è presente la pena di morte, il tasso di criminalità è maggiore rispetto agli Stati che adottano il sistema carcerario. Come può dunque una persona, giustificare la tesi della reiterazione? Se il problema fosse la paura che l’omicida commetta nuovamente il reato, dopo la sua esecuzione, i crimini dovrebbero diminuire, ma non è così.
In secondo luogo, chi ha dato all’uomo, ateo o credente, il diritto di tenere in mano i fili delle vite degli altri, come fossero dei burattini? Come se lo Stato giocasse a fare Dio? Siamo forse superiori a chi supponiamo, abbia commesso un omicidio, a tal punto, da giudicarlo e privarlo della vita? Per vivere in una società fondata su regole, abbiamo il bisogno, di giudicare chi le infrange, per una pacifica convivenza. Ma non ne abbiamo alcuno, di togliere la vita a un possibile colpevole, ritenendo che il fatto che lui abbia privato di un bene prezioso, come la vita, un’ altra persona, sia sbagliato, e l’unico modo per far capire alla società che è un crimine contro un diritto fondamentale, è macchiarsi dello stesso, nei suoi confronti. Ora si può capire il morivo per cui la pena capitale attira un tasso più elevato di criminalità: perché questo è l’esempio che diamo ai nostri cittadini.
Oltre tutto, se lo Stato sbaglia a giudicare la “vittima”, andiamo sulla sua tomba , a fargli tanto di scuse? Neanche quelle, perché lo Stato non può farsi vedere debole e non può ammettere che il suo sistema abbia sbagliato.
Nel sistema carcerario invece, c’è sempre una possibilità di redenzione, da parte del reo e una di rimediare da parte dello Stato, agli anni di libertà sottratti ingiustamente, a malo modo, ovvero mediante un risarcimento in denaro, ma non avendo commesso uno sbaglio ancor più grande, da cui non c’è ritorno.
L’ unica arringa dunque rimasta a chi sostiene la pena di morte, è il concetto che una persona in carcere come un mafioso, può essere ancora pericoloso alla società, per i contatti che può avere con l’esterno. La soluzione? È molto più tecnica che etica, escludendo la pena di morte. C’è bisogno di carceri, fatte apposta per crimini di stampo mafioso di qualsiasi tipo, in cui i detenuti, definiti pericolosi, vengono tenuti in isolamento per la durata della pena, e i carcerieri, dovrebbero essere le persone meno corruttibili su questa terra; i parenti delle vittime delle organizzazioni criminali.
Nel mondo non esiste una soluzione giusta in tutto e per tutto, ma almeno tentiamo di cercarla. Un passo importante da fare per avere una giustizia che sia degna di questo nome è l’abolizione della pena di morte.



