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Il Blicomblacco

Pubblicato: dicembre 29, 2015 in Blog, Poesie
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Nell’esperienza dello spedire questa lettera è stato curioso osservare che nel chiedere ai negozianti della zona dove fosse una buca delle lettere per spedire quella che tenevo in mano con tanto amore e fierezza la risposta è stata: “non so neanche se esistano più”.

La risposta è SI, fidatevi e la lettera è arrivata dopo pochissimi giorni. Non sarà veloce come una mail o un messaggio, ma è sicuramente molto più intima. Lo dico perché bisogna considerare  la calligrafia, soprattutto per una persona che come me ne ha una pessima. Ogni parola scritta è uno sforzo affiché essa sia bella, o per lo meno leggibile(il mio caso). Ed alla fine credetemi se vi dico che sarà una bella esperienza non solo per chi riceve la lettera, ma soprattutto per chi la scrive.

letteradamore

Mia amata F.

Mi appronto ad interrompere la mia degenza poetica
Provando a scongelare un’ anima ormai gelida
Come un fiore che cerca di rinascere in primavera
Sapendo che perirá, ma solo di esser bello spera.
Dopo anni scrivo a te una lettera che conservare dovrai
E quando ti mancherò, prendila in mano, più vicino mi sentirai.
Una volta, in un film, disse un grande attore
Parlate di tutto ma non parlar d’amore
Ordunque io ti parlo, ti parlo di un colore
Il blicomblacco! È il mio preferito! Lo affermo con fervore!
Gli esseri umani però non lo possono vedere
Solo gli dei,forse i folli, il fuoco e le campane
Ma attenzione si dice che l’uomo un tempo
Potesse vedere il blicomblacco, che straordinario evento!
Poteva ogni cosa, aveva forza, coraggio e valore
Non temeva questo o quello, neanche il dolore!
Era egli stesso di color blicomblacco
Fin troppo bello disse un dio, per Bacco!
Invidioso lo prese, lo divise in due e schernendolo disse
Sarete uomo e donna anime cieche senza dimore fisse
Venere ebbe pietà di loro e tentò di rimediare
Che entrambi tornino a vedere se si dovessero ritrovare!
Sono un folle un cappellaio matto?
O anche tu, come me vedi il blicomblacco?

Amore mio, mia dea, mio tesoro, questo lo dedico a te, benché non sia certo un capolavoro.

Amore mio questa distanza tenta ogni giorno di sfiancare la mia felicità ma il sentimento che nutro per te è una corazza contro ogni ormai vana avversità, perché io ho scelto te e non ne sono mai stato così sicuro, spero che in te risieda lo stesso sentimento puro, ti amo amore mio ogni giorno di più, anche se a volte sei insopportabile e lo sai pure tu, ma amo anche questo, i tuoi difetti e insicurezze, le sento a me vicine e sono parte delle tue dolcezze, spero tu riesca a fare altrettanto con me e i miei difetti, che spesso lamenti ed auspico che in parte li accetti.
Le rose sono rosse, le viole sono blu, ma se non lo avessi capito il blicomblacco per me sei tu

Per sempre tuo

P.

Un ricordo

Pubblicato: giugno 1, 2013 in Poesie
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Dalla mente sgorga giù per la gola, scende e ghiaccia lo stomaco
Il cuore ferma il suo moto convulso
Per un attimo, gode appieno di quell’inebriante sensazione
E poi riprende a battere più forte di prima
Per effondere in tutto il corpo
l’emanante emozione
e la nostra mente irrazionale cerca di trattenerla il più possibile,
ma dura un secondo, quel tempo che non basta
e quando vuoto, l’uomo s’affligge e tenta di rivivere il passato,
ma più ci prova più è afflitto dalla delusione
nel scoprire che ogni attimo di vita, unico ed inimitabile,
è prezioso quanto quel momento stesso,
che tristemente ripudiato vola via per essere in futuro rammaricato
dall’uomo che vive nel passato.

Peso le parole

Pubblicato: settembre 27, 2012 in Poesie
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Diletto il mio intelletto,
mentre scrivo un poco schietto
sopra il letto,
queste pagine di getto,
parlando in un sonetto,
di un angelo su un tetto,
ridottosi a reietto,
che in religioso rispetto,
rimpiange quell’affetto
mai avuto e non sia detto,
che le cicatrici sul suo petto,
sono volontà del suddetto.
Ora che le parole sono all’etto,
dal mio ruolo mi dimetto
e chiedendo scusa ammetto,
che in tutto ciò una bugia ho detto
per mettere ai versi un berretto,
li ho spacciati per sonetto.
Perdonate il mio trucchetto,
spesso le bugie raccontano il corretto
“Il mostro farà di tutto affinchè tu creda che è tutto reale,
non farti ingannare.
Anche nel momento più buio, nella paura più profonda,
c’è sempre una soluzione, continua a sperare…trovala.
E ricorda, è nel tuo mondo che il mostro vive, tu ne fai le regole.
Non serve che io stia qui,
non è da me che il mostro si deve guardare, ma da te.
E se lui ti avvolge nell’oscurità, tu brilla,
fino a farlo scomparire.
Ricorda la bellezza della vita.
Ed ora torna a dormire.
Se farai un altro incubo, ricorda le mie parole.
Io credo in te, perchè conosco il tuo valore.
Ti voglio bene.”

Perso nel Caos

Pubblicato: giugno 5, 2012 in Poesie
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Corre il mondo intorno a me,
mi sfreccia accanto, mi passa davanti, mi sfiora
ed io mi perdo in questo frenetico traffico
dove la gente mi vuole toccare, graffiare
o semplicemente vuole quello che non ho più.
Tanto si perde e si disperde di quello che ci accade
triste è il compito di decidere che cosa afferrare
per non pentirsi di ciò che si lascia indietro
ma nulla ha più senso che chiudere gli occhi
e lasciare che le persone parlino, urlino addosso
e alla fine spariscano nel loro silenzio
da cui sono arrivate cercando di illudere,
di voler occupare una fetta importante di vita
che non voglio più dare a nessuno, perchè conosco i cuori
vivono in un battito e poi dimenticano
il sangue che li ha pompati e niente è più insopportabile
della smemoratezza della gente, che non sa ciò che vuole.

Incubi e realtà

Pubblicato: aprile 7, 2012 in Poesie, Testi
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Chiudo gli occhi e vedo i mostri, mi consumano come un cero
poi mi sveglio sconvolto e capisco che è realtà
sono stato privato di quel briciolo di umanità
 
sono tante le situazioni che ti riportano a scrivere
ma la maggiorparte delle volte si parla di Venere
io scrivo di mostri di incubi e di torture
sperando che prima o poi cada su me la scure
 
vedo un goffo gigante con una clava in mano
che gira nel labirinto rovinando piano piano
tutto il verde, tutti i fiori e la vegetazione
lasciando dietro se un deserto di disperazione
 
vedo sangue colare dall’anima, sugli specchi
ed un velo di dolore si impossessa dei miei occhi
la gente  che mi guarda vede solo noia e tristezza
questa superficialità popolare mi mette solo amarezza
 
sono un cervo nella trappola con una gambra rotta
se non viene il cacciatore dei lupi sarà la volta
egli spesso piazza i suoi ferri e poi scappa via
smemorato dimentica che la cattiva sorte è la mia
 
la realtà ed i sogni sono un luogo ormai inospitale
per chi ha avuto la sfortuna di fidarsi ed amare
tante volte lo sguardo del cuore ostenta indifferenza
noncurante della coscienza, torturando con gioia o con demenza.

Non stupitevi della mia superficialità
vi sto dando l’immagine che vi aspettate
per non spaventarvi, per non stupirvi
perché non ho nulla da dimostrare a voi
che non avete mai visto l’anima
neanche quando questa vi avvolge
voi che scegliete di essere ciechi
cinici e ancora più stupidi e superficiali
dell’immagine che io mi sforzo a darvi
per non farvi sentire peggiori, soli
affinché possiate credere di essere normali
e non stupide scimmie che si atteggiano ad umani.

Scrivo inverso

Pubblicato: marzo 7, 2011 in Poesie, Testi
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Sono pazzo per molti,
incomprensibile per  alcuni,
visibile per nessuno.
 
 
Nasco ogni giorno
e nessuno sa il perché
cresco grazie al sole
ma muoio come lui
all’orizzonte quando se ne va
per poi rinascere all’alba.
Fuggo la mia vita contro me stesso
come l’anima fugge dal buon senso
e muoio ancora perché l’eclissi
fa in modo che il sole non m’illumini
ed ogni giorno mi chiedono
perché nasco senza luce
io vivo della luce che la luna non copre.
 
 
Visibile per nessuno tendo a sparire
e a non mostrare i fiori che tengo in mano
la gente con le mani rudi
rovina i fiori che mostro felice
per questi sono pazzo
c’è chi poi non conosce
il linguaggio dei fiori
e mi trova incomprensibile
nessuno si ferma ad odorare i fiori
perché tutti guardano con gli occhi
non sanno il profumo che hanno
le belle di notte.

Get up, open your eyes and clear your mind
from all; from the problems, from love
fix in mind only the most important thing
you
nothing is unsuitable to you.
Leave flowing out the magic of your hands
and your smile will print the happyness of your soul
it’s the time to think to you
it’s the time to leave out all the people that
have an expectation in you, that pretend
many things from you
and most important…
people that you know
that they will hurt you.

Giullare di corte

Pubblicato: febbraio 21, 2011 in Poesie, Testi
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Stupido pagliaccio, non son altro,
l’illusione mi pervade, mi accarezza e mi riscalda
per poi riportarmi con schiaffi, alla realtà
in cui sono solo un pagliaccio, nient’altro,
nato per intrattenere ed allietare lune storte
lusingato da applausi fragorosi, ma vuoti
che lasciano in fondo solo l’eco, che svanirà
come svaniranno le lune storte ed io dimenticato
come uno stupido pagliaccio che si era emozionato