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Peso le parole

Pubblicato: settembre 27, 2012 in Poesie
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Diletto il mio intelletto,
mentre scrivo un poco schietto
sopra il letto,
queste pagine di getto,
parlando in un sonetto,
di un angelo su un tetto,
ridottosi a reietto,
che in religioso rispetto,
rimpiange quell’affetto
mai avuto e non sia detto,
che le cicatrici sul suo petto,
sono volontà del suddetto.
Ora che le parole sono all’etto,
dal mio ruolo mi dimetto
e chiedendo scusa ammetto,
che in tutto ciò una bugia ho detto
per mettere ai versi un berretto,
li ho spacciati per sonetto.
Perdonate il mio trucchetto,
spesso le bugie raccontano il corretto

Perso nel Caos

Pubblicato: giugno 5, 2012 in Poesie
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Corre il mondo intorno a me,
mi sfreccia accanto, mi passa davanti, mi sfiora
ed io mi perdo in questo frenetico traffico
dove la gente mi vuole toccare, graffiare
o semplicemente vuole quello che non ho più.
Tanto si perde e si disperde di quello che ci accade
triste è il compito di decidere che cosa afferrare
per non pentirsi di ciò che si lascia indietro
ma nulla ha più senso che chiudere gli occhi
e lasciare che le persone parlino, urlino addosso
e alla fine spariscano nel loro silenzio
da cui sono arrivate cercando di illudere,
di voler occupare una fetta importante di vita
che non voglio più dare a nessuno, perchè conosco i cuori
vivono in un battito e poi dimenticano
il sangue che li ha pompati e niente è più insopportabile
della smemoratezza della gente, che non sa ciò che vuole.

Incubi e realtà

Pubblicato: aprile 7, 2012 in Poesie, Testi
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Chiudo gli occhi e vedo i mostri, mi consumano come un cero
poi mi sveglio sconvolto e capisco che è realtà
sono stato privato di quel briciolo di umanità
 
sono tante le situazioni che ti riportano a scrivere
ma la maggiorparte delle volte si parla di Venere
io scrivo di mostri di incubi e di torture
sperando che prima o poi cada su me la scure
 
vedo un goffo gigante con una clava in mano
che gira nel labirinto rovinando piano piano
tutto il verde, tutti i fiori e la vegetazione
lasciando dietro se un deserto di disperazione
 
vedo sangue colare dall’anima, sugli specchi
ed un velo di dolore si impossessa dei miei occhi
la gente  che mi guarda vede solo noia e tristezza
questa superficialità popolare mi mette solo amarezza
 
sono un cervo nella trappola con una gambra rotta
se non viene il cacciatore dei lupi sarà la volta
egli spesso piazza i suoi ferri e poi scappa via
smemorato dimentica che la cattiva sorte è la mia
 
la realtà ed i sogni sono un luogo ormai inospitale
per chi ha avuto la sfortuna di fidarsi ed amare
tante volte lo sguardo del cuore ostenta indifferenza
noncurante della coscienza, torturando con gioia o con demenza.

Non stupitevi della mia superficialità
vi sto dando l’immagine che vi aspettate
per non spaventarvi, per non stupirvi
perché non ho nulla da dimostrare a voi
che non avete mai visto l’anima
neanche quando questa vi avvolge
voi che scegliete di essere ciechi
cinici e ancora più stupidi e superficiali
dell’immagine che io mi sforzo a darvi
per non farvi sentire peggiori, soli
affinché possiate credere di essere normali
e non stupide scimmie che si atteggiano ad umani.

Scrivo inverso

Pubblicato: marzo 7, 2011 in Poesie, Testi
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Sono pazzo per molti,
incomprensibile per  alcuni,
visibile per nessuno.
 
 
Nasco ogni giorno
e nessuno sa il perché
cresco grazie al sole
ma muoio come lui
all’orizzonte quando se ne va
per poi rinascere all’alba.
Fuggo la mia vita contro me stesso
come l’anima fugge dal buon senso
e muoio ancora perché l’eclissi
fa in modo che il sole non m’illumini
ed ogni giorno mi chiedono
perché nasco senza luce
io vivo della luce che la luna non copre.
 
 
Visibile per nessuno tendo a sparire
e a non mostrare i fiori che tengo in mano
la gente con le mani rudi
rovina i fiori che mostro felice
per questi sono pazzo
c’è chi poi non conosce
il linguaggio dei fiori
e mi trova incomprensibile
nessuno si ferma ad odorare i fiori
perché tutti guardano con gli occhi
non sanno il profumo che hanno
le belle di notte.

Giullare di corte

Pubblicato: febbraio 21, 2011 in Poesie, Testi
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Stupido pagliaccio, non son altro,
l’illusione mi pervade, mi accarezza e mi riscalda
per poi riportarmi con schiaffi, alla realtà
in cui sono solo un pagliaccio, nient’altro,
nato per intrattenere ed allietare lune storte
lusingato da applausi fragorosi, ma vuoti
che lasciano in fondo solo l’eco, che svanirà
come svaniranno le lune storte ed io dimenticato
come uno stupido pagliaccio che si era emozionato

Rido-Piango-Soffro

Pubblicato: febbraio 12, 2011 in Poesie, Testi
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Rido, piango…soffro.. .e quindi rido.
Perché anche se mi sento morto, per il dolore,
vuol dire che sono ancora vivo
e nessuno potrà mai togliermi questa certezza…
e rido, perché se oggi ho preso uno schiaffo dalla vita,
domani potrò restituirglielo,
mordendola più forte di ieri.
Che si fotta chiunque ride di me, chi si disinteressa di me,
perché non ha accettato il regalo mio più grande.
Sarò aria, in modo che nessuno possa toccarmi
e solo chi mi vorrà bene e mi regalerà il cuore,
racchiuso in un sorriso, potrà afferrarmi
mentre corro, come un bambino e potrà vedere,
che come un bambino piango, perché soffro, solo per loro…
ed allora, gli regalerò il mio sorriso più prezioso.

Stupidi sciacalli

Pubblicato: gennaio 23, 2011 in Poesie, Testi
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Pallide espressioni di stupide emozioni
incoerenza tra persone, tradimenti e umiliazione
speranza che spira tra le spire della paura e dell’orgoglio
svaniscono persone tra interessi e il loro voglio
egoismo, illusione in un bieco bottino
alla ricerca di ossa fino al mattino.
E c’è chi dice che depressione è malattia
ma è solitudine, percossa alla follia,
è spingere un uomo in un baratro colpo dopo colpo
tra delusioni per persone si ritrova morto
No signori, non si canta di pazzia
ma della macabra visione dell’umana via
che attraverso assenze e persone che svaniscono
vuoto è il nostro uomo come fiori che appassiscono.

Per Marco

Pubblicato: aprile 1, 2008 in Blog, Testi
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A marco una grande persona. Oggi 1 aprile il funerale. Giorno di merda

31012008001.jpgMarco vorrei dirti tante cose ma oggi non lo posso fare.

Ti accorgi di quanto sia importante una persona solo quando la perdi.

Mi ricordo la tua voce, mi ricordo il tuo sorriso, mi ricordo tante cose di te, ma nulla di ciò che scrivo potrà mai renderti giustizia. mi hai insegnato molto soffrendo in silenzio, risparmiandoci il dolore di vederti sempre peggio, affrontando le fatiche senza mai lamentarti.

Cosa siamo noi uomini? Nulla, ma tu per me sei un amico prima ancora che un compagno di classe. Scusa se non ti abbiamo mai fatto capire quanto sei importante per noi io per primo ho sbagliato non potendo farti visita per degli stupidi impegni, non sapendo che erano le ultime possibilità che avevo per vederti. Ogni tanto dico: “domani sono libero, posso andare a trovarlo, ma poi capisco che non posso lo stesso perché non sono più io ad avere un impegno, questa volta sei tu ad avere un appuntamento. Un appuntamento con Dio. Ma so che saprai perdonarmi, perché hai un cuore troppo immenso e da lassù mi guarderai, mi parlerai, non mi farai sentire la tua mancanza. Ti voglio bene Marco

Pezzo di diario

Pubblicato: marzo 6, 2008 in Poesie, Testi
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Scusate se la tecnica fa schifo ma ho preferito le idee dirette e pure cosi come escono trascurando molto la metrica e qualche volta le rime…

Dicevi che non mi avresti fatto cadere//che avremmo volato sempre insieme//e io mi sono fidato//un’emozione che da tanto non provavo mi hai ridato//ed è bastato poco tempo,//tutte le promesse e i progetti buttati al vento//un’altra volta mi sono schiantato a terra//e un’altra volta di sangue è zuppa la terra//al mio cadavere attorno in una pozza e non so//se riuscirò a rinascere di nuovo però//non riesco a dimenticarti ma lo sai//che tanto queste rime mai le leggerai//come molte altre cose che mai saprai//e so che tra poco mi dimenticherai//.

Perché sono così sbagliato e imperfetto?//Io vorrei essere come quei maestri di vita di cui tanto ho letto//, pronto a donare il consiglio giusto con mistica conoscenza,//ma sono così un inetto che sento piangere la mia coscienza//sono sempre in fallo sempre sbagliato//per lei che hai il mio cuore e lo hai elevato,//a divino battito che lei non sente più//ma in me batte e non va giù//quella melodia che ora fa male//come la telefonata che la mai anima è riuscita ad assiderare//.

Dolore e chilometri di parole potrei scrivere con la metrica a puttane,// ma seguo il cuore non sento nulla se non le parole//che escono come la mia pazzia//giorno per giorno, consumano l’ anima mia,// forse complessato//va bene sarò uno stupido malato//eppure cerco di fare meglio ma non riesco,//volersi migliorare non basta ormai neanche esco//perché non ho nulla da fare che ridicolo che sono,//un’ insetto che si dibatte al suo destino//di nullità e imperfezione//ed ecco che si rialza per diventare migliore//e poi ricade per capire che rimarrà per sempre un coglione.//sempre gli stessi difetti mi vengono elencati//ma nessuno che mi dia una soluzione per eliminare questi peccati.//Forse perché sono impressi a fuoco nella mia essenza//e non mi avvicinerò mai alla perfezione dell’esistenza.//Sarò utopico ma non mi do pace,//sbaglio alla base e voglio arrivare al celo che per me avrà sempre color della pece.//